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IN ITALIANO
Visitando il Museo Ebraico di Berlino, all'interno della meravigliosa struttura progettata da Daniel Libeskind che incide terreno e anima a colpi di tagli e zig-zag come ferite aperte della memoria, si è prodotta in me una strana sensazione di déjà-vu.
Il percorso, ben costruito e per la maggior parte interattivo, racconta l'intera storia del popolo di Abramo, dalle sue origini fino a seguire il suo continuo migrare che lo porta ad arrivare e stabilirsi in quella che oggi chiamiamo Germania.
La sezione del percorso più interessante è quella cronologicamente più recente. Quella che racconta il secolo passato e l'integrazione degli ebrei nella società tedesca fino ad arrivare ovviamente al Nazionalsocialismo e allo scoppio della seconda guerra mondiale. La narrazione non termina con il dopoguerra ma prosegue descrivendo il nuovo processo di integrazione o reintegrazione, la vita dopo l'Olocausto.
Risulta che, prima della seconda guerra mondiale, le condizioni generali della Germania, dell'Europa e del mondo occidentale intero, non fossero fra le più prospere (la crisi del 1929 aveva lasciato un profondo segno nelle economie di questi paesi) con conseguente caccia al responsabile.
Quando le cose vanno male scatta il dito facile, abbiamo bisogno di identificarne le cause o, meglio ancora, stabilirne le colpe. La strada più semplice nel processo di attribuzione di responsabilità normalmente consiste nella caccia alle streghe, che ciclicamente si ripete nella Storia e che di volta in volta prende nomi e forme distinte. Le streghe in questo caso sono gli ebrei, considerati responsabili della povertà e della mancanza di lavoro che aveva infettato la Germania.
Il diverso, l'immigrato, colui che ci ruba il pane di bocca, una crisi economica mondiale, insoddisfazione generale e paura per il futuro. Come ciliegina sulla torta una profusa ignoranza e il conseguente prendere piede di idee politiche di un conservatorismo estremo.
Sicuramente non sono il primo a riflettere su questo argomento né a scriverne ma probabilmente rinfrescare la memoria è sempre utile.
La mia domanda a conclusione di questo post rimane una sola: vi ricorda qualcosa tutto ciò?
IN ENGLISH
Being in Berlin I had a chance to visit the Jewish Museum, hosted inside the wonderful building designed by Daniel Liebeskind like an open wound in the soil and in the soul of a city made of scars and cuts that could never be healed. While in there I had a strange feeling of déjà-vu.
The museum seeks to tell the story of the people of Abraham since the very beginning, following their continuous migration until reaching what we today call Germany.
The most interesting section of this historic path is the one that's closer to us chronologically. The one that tells of the last century and of the attempts of the Jewish people to seek integration and acceptance in German society until National Socialism took control and led to the bursting of WWII. Narration in the museum does not stop there but goes on with describing new attempts to integration, to a new life after the Holocaust.
It seems that general conditions in Germany, in Europe and in the whole Western World, right before WWII, were not at their highest point (especially since the 1929 crisis had left deep wounds in those countries' economies) generating the obvious search for the responsible ones for such drop.
When things go wrong we have the tendency to easily point our finger, we need to identify the causes or, better said, blame someone. The simplest path in the process of distributing responsibility is always the witch hunt, that seems to repeatedly find new life in history, only through different forms or shapes. Witches this time would be the Jews, considered the cause of Germany's poverty and lack of jobs.
The different, the immigrant, the one who steals from the local, a global economic crisis, general unhappiness and fear of the future. To top all this a spreading ignorance and the consequent rising of extreme right wing political parties.
I am positive I am not the first one to think of this nor say anything about it but I believe it's not a bad idea to be repetitive when it comes to it.
My question is one and simple: does this remind you of anything?
EN ESPAÑOL
Dando una vuelta por el Museo Ebraico de Berlín, dentro de la maravillosa estructura diseñada por Daniel Liebeskind como una herida que corta el suelo y el alma partiendo sin remedio la memoria, he tenido una extraña sensación de déjà-vu.
El recorrido, bien pensado y muy interactivo, cuenta la historia del pueblo de Abraham, desde sus orígenes pasando por su continuo migrar hasta llegar a establecerse en lo que hoy conocemos con el nombre de Alemania.
La sección mas interesante del camino es seguramente la mas cronológicamente cercana. Se trata de la que explica el siglo pasado y la integración de los judíos en la sociedad alemana hasta la subida al poder por parte del Nacionalsocialismo y la explosión de la segunda guerra mundial. El cuento no termina aquí, sigue describiendo el nuevo proceso de integración o re-integración, la vida después del Holocausto.
Resulta que, justo antes de la segunda guerra mundial, las condiciones generales de Alemania, de Europa y del mundo occidental todo, no estaban pasando su momento mejor (la crisis de 1929 había dejado una marca profunda en las economías de estos países) y consecuentemente se abrió la caza al responsable.
Cuando las cosas van mal somos rápidos en apuntar con el dedo, necesitamos identificar las causas o, mejor dicho, repartir las culpas. El camino mas sencillo que lleva al proceso de distribución de responsabilidad normalmente consiste en la caza de brujas, que cíclicamente se repite durante la Historia tomando cada vez formas y nombres distintos. Las brujas en este caso son los judíos, considerados responsables de la pobreza y de la falta de trabajos que había infectado Alemania.
El diverso, el migrante, el que nos quita el pan de la boca, una crisis económica de nivel mundial, insatisfacción general y miedo al futuro. Encima, una amplia ignorancia y la consecuente popularidad de ideas políticas de conservadurismo extremo.
Seguramente no soy el primero a pensar o escribir sobre el tema pero repasarlo un vez mas no nos hace daño.
Mi pregunta al final de este post es una solamente: os suena?

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