giovedì 16 settembre 2010

THE LOVELY BONES - Non siamo soli





"I was here for a moment, and then I was gone."


The Lovely Bones è un film bellissimo.
L'ho lasciato riposare nella cartella dei download per circa due mesi convinto che si trattasse di un fantasy.
Nel viaggio aereo Roma-Barcellona che mi riportava a casa con una tosse che non mi avrebbe lasciato dormire mi sono sentito ancora una volta attratto dal curioso titolo che forse mi aveva inizialmente indotto a scaricarlo.


"Le piacevoli ossa" racconta la delicata storia della quattordicenne Susy (sigh...) che viene assassinata da un disturbato vicino di casa. Il racconto però è tutt'altro che un thriller o un film dalle tinte oscure. 
The lovely bones si muove nel limbo che precede l'ingresso all'aldilà. Come un'Alice nel paese delle meraviglie Susy si sposta per campi colorati che improvvisamente si tingono di scuro, incontra personaggi bizzarri ed enigmatici ma soprattutto non riesce ad accettare la sua stessa morte e si mantiene legata ai suoi cari, ancora vivi, tramite apparizioni di ogni tipo.
Secondo il film non siamo gli unici a faticare ad andare avanti, anche coloro venuti a mancare si legano alla loro e alla nostra storia popolandoci la mente di ricordi e apparizioni.
Solo quando lo spirito riuscirà ad accettare l'idea di un mondo senza sé stesso potrà trovare la forza di proseguire oltre.


Il film dipinge con sensibilità e senza dramma eccessivo l'esperienza della perdita quando inspiegabile e prematura e accompagna il viaggio nell'ultraterreno con immagini spesso rasserenanti e magiche.


Ho sempre creduto che la fine del corpo avrebbe decretato anche la fine dello spirito. Soltanto quando ho personalmente esperito il dolore dell'incolmabile distacco ho cominciato a sperare in una chance in più. The Lovely Bones mi ha descritto in questo senso la sua possibile alternativa all'immaginario religioso che mi ha riempito la testa e che sempre ho voluto negare.


Peter Jackson (per me che non ho mai visto Il Singore degli Anelli rimarrà nelle memoria come regista di questa piccola perla) mi ha lasciato per le due ore di film chiedendomi da dove saltasse fuori il titolo.
Alla fine Susy ci saluta con questa bellissima poesia:


"Feast with the lovely bones
that had grown around my absence
the connections sometimes tenuous
sometimes made at great cost
but often magnificient
but happened that after I was gone
than I began to see things
in a way that let me hold the world without me in it."

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